Hermann Hesse
November 12th, 2009
Tags: Hermann Hesse, stella
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Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma nella propria luce. Sono il mare che di notte si infuria, che mare che si lamenta, pesante di vittime che ad antichi peccati, nuovi ne accumula. Sono bandito dal vostro mondo cresciuto nell’orgoglio e dall’orgoglio tradito, sono il re senza [...]
November 12th, 2009
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Vieni con me! Devi affrettarti però – sette lunghe miglia io faccio ad ogni passo. Dietro il bosco ed il colle aspetta il mio cavallo rosso. Vieni con me! Afferro le redini – vieni con me nel mio castello rosso. Lì crescono alberi blu con mele d’oro, là sogniamo sogni d’argento, che nessun altro può [...]
November 11th, 2009
Tags: amore, Hermann Hesse
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Il mio gaio amore mi ha lasciato. Nuovamente l’ho cercato in tutti i vicoli, lei però giaceva già lontano da me in un bosco luminoso di betulle e si rallegrava della sua bellezza e stirava le sue lunghe ed aggraziate membra. Là ora si diverte con coboldi ed elfi, lascia sul suo candido collo scorrere [...]
November 11th, 2009
Tags: amore, Hermann Hesse
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Perché ti amo, di notte son venuto da te così impetuoso e titubante e tu non mi potrai più dimenticare l’anima tua son venuto a rubare. Ora lei è mia – del tutto mi appartiene nel male e nel bene, dal mio impetuoso e ardito amare nessun angelo ti potrà salvare. Hermann Hesse
November 11th, 2009
Tags: amore, Hermann Hesse, natura
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Un giovane faggio sanguigno era testimone del mio primo amore, e quando inventai la mia prima poesia, stette a guardare ciò che scrivevo. Come il faggio sanguigno nessun albero può abbandonarsi allo sfarzo della primavera, nessuno ha un sogno d’estate così vivace e nessuno un avvizzire così brusco. Un giovane faggio sanguigno sta in tutti [...]
November 11th, 2009
Tags: amore, Hermann Hesse
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Io ti chiesi perché i tuoi occhi si soffermano nei miei come una casta stella del cielo in un oscuro flutto. Mi hai guardato a lungo come si saggia un bimbo con lo sguardo, mi hai detto poi, con gentilezza: ti voglio bene, perché sei tanto triste Hermann Hesse